Offrire Prestiti da Privato

Offrire Prestiti da Privato
Anche un privato può prestare denaro, meglio se stipulando una scrittura privata, o magari facendo ricorso al nuovo fenomeno del social lending, ancora poco noto in Italia. Bisogna fare attenzione a erogare finanziamenti a tassi al di sotto di quelli considerati di usura.

Nei sistemi economici evoluti, ad erogare prestiti è il sistema bancario e finanziario, attraverso diversissime tipologie, ciascuna tendente a rispondere a differenti necessità del cliente.

Il sistema di mediazione delle banche, infatti, consente di abbattere i costi tipici del mercato del credito, grazie ad economie realizzate attraverso un accentramento di liquidità e una maggiore capacità informativa.

Nonostante ciò, anche un soggetto privato può prestare denaro, pur nel rispetto vigenti in materia di credito.
Una modalità che si sta diffondendo piuttosto velocemente è quella del “social lending”, che prevede che più individui mettano insieme i loro soldi, prestandoli a chi ne faccia richiesta e alle condizioni volute dall’offerente.

Questa rapida diffusione anche in Italia, per quanto poca nota, è la conseguenza della grande flessibilità di questi strumenti, che consentono al singolo di porre le condizioni desiderate per l’ottenimento di denaro.

In alternativa, tornado al sistema più antico e tradizionale di finanziamento, il privato può prestare denaro, semplicemente erogandolo a un altro privato, meglio se dopo avere messo per iscritto le condizioni del prestito.

Si tratta, cioè, di stipulare una scrittura privata, informale e in assenza di legali, in cui si scrivono le generalità delle due parti e le caratteristiche del finanziamento: importo, durata, tasso.

La scrittura privata, se in presenza delle firme delle parti e della data, da vita a un documento valido anche in sede legale, per il caso di controversie.
Attenzione, però, alle condizioni del contratto. La legge contro l’usura è molto severa nel punire coloro che prestano denaro a tassi spropositati, i cosiddetti usurai.

Pertanto, sulla base dell’ultima modifica alla legge 108/96, è considerato usuraio quel tasso superiore al TAEG a tre mesi mediamente praticato sul mercato, maggiorato di un quarto e ancora di altri quattro punti percentuali. La differenza tra tasso limite e media TAEG non può eccedere gli otto punti percentuali.

Oltre alle sanzioni penali, con la reclusione prevista per l’usuraio, non sarebbero neppure dovuti il capitale residuo ancora da versare e i relativi interessi.