Mutuo tra Privati

Mutuo tra Privati
Il mutuo tra privati è l’erogazione di una somma di denaro da un privato a un altro. Malgrado possano esserci benefici evidenti dall’assenza di mediazione bancaria o finanziaria, bisogna soppesarli con i numerosi svantaggi di tipo fiscale.

E’ consueto pensare a un mutuo stipulato tra la banca e il cliente. E, in effetti, questo rappresenta il caso ordinario e il più frequente.
Ma niente vieta a un privato di chiedere in prestito un mutuo a un altro privato, cioè, senza passare per la banca o una finanziaria.
E’ il caso di coloro che chiedono soldi a un familiare, spesso un genitore, per comprare una casa o che ricorre all’aiuto di un amico.

Rivolgersi ad amici, parenti e conoscenti per alcuni può diventare l’unica soluzione, quando non si ha la possibilità di accedere al credito, specialmente se non si è in grado di prestare garanzie formali o se si ha una storia creditizia negativa, essendo stati iscritti al Crif, come cattivi pagatori o protestati.

In ogni caso, la situazione è qui più complessa di un finanziamento ordinario tra privati. Anzitutto, sorge il problema delle garanzie. Il mutuo è, infatti, un tipico contratto che prevede l’erogazione di somme ingenti. Quali potranno essere le garanzie in favore di un privato? E in che forma bisognerà tutelarsi per il creditore?

Altro problema: il tasso di interesse. Poiché, di solito, chi non può accedere a un mutuo in banca è un soggetto considerato più a rischio, a parte il caso di denaro prestato da amici o parenti, quale sarebbe il tasso da applicare al mutuo? Detto in altri termini, ci sarebbe il rischio di un interesse troppo alto, tale da rendere nulla la convenienza a ricorrere al mutuo tra privati.

E non sono finiti gli svantaggi possibili. Infatti, per un contratto di mutuo in banca o una finanziaria, il prestito è soggetto a un’unica imposta unificata, pari allo 0,25% dell’importo erogato.

Ma questo beneficio si perde nel caso di mutui tra privati, in quanto si dovrebbe pagare un’imposta di registro del 3% sull’importo erogato; un’imposta di registro dello 0,25% sulla garanzia ipotecaria concessa e un’imposta ipotecaria del 2% sul valore della garanzia concessa.

Infine, a differenza di chi riceve un mutuo da un intermediario bancario o finanziario, non è possibile detrarre dalle imposte gli interessi passivi pagati al mutuante privato.